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KOBUDO

 

Commissario Tecnico Nazionale:

M° CLAUDIO SEGALA (4° Dan)

 

Il Kobudo è un'arte marziale di origine giapponese

oggi assimilata all'interno del jujutsu, che insegna l'utilizzo di attrezzi agricoli come armi.
Durante l'epoca feudale, fu vietato ai non appartenenti alla casta dei samurai l'utilizzo di armi da guerra come il katana o il wakizashi, per cui ad Okinawa nacque questa arte praticata da guerrieri contadini (o ji-samurai).

In realtà il kobudo è un insieme di arti marziali poiché ogni singola arma ha le proprie tecniche e le proprie posizioni.

 

Jo: sostanzialmente un bastone corto, lungo più o meno come un comune manico di scopa. Il Jo è un'arma molto maneggevole e la sua forza sta nell'abilità di farlo scorrere velocemente nelle mani, in maniera da offrire al bersaglio sempre una lunga porzione dell'arma allo scopo di mantenerlo a distanza.

Tra le tecniche utilizzate vi sono affondi, leve e sbilanciamenti.

 

Bo: il bastone lungo, alto più o meno 1,8 metri (in questo caso definito Rokushakubo, ovvero "bo lungo sei piedi"), è un'arma più complicata del jo, in quanto più lenta. Le tecniche base insegnano scorrimenti e colpi con diverse configurazioni del corpo e soprattutto delle braccia. Queste ultime si intersecano in svariati modi a seconda delle tecniche utilizzate e rendono il Bo un'arma molto artistica da osservare.

Sai: questi lunghi pugnali a forca si utilizzano in coppia. Erroneamente si pensa ai Sai come a dei pugnali, ma in realtà sono armi contundenti prive di lama e con punte aguzze. Raramente si impugnano dal manico, infatti vengono tenuti da uno dei due rostri e stesi sull'avambraccio per essere utilizzati come scudi. Facendo ruotare un Sai dalla posizione chiusa sull'avambraccio in avanti si produce un colpo contundente molto efficace. Fra le varie tecniche vi sono diversi affondi ma soprattutto blocchi (sono armi molto efficaci per parare le tecniche di spada) e leve articolari.

 

Nunchaku: questa arma è composta da due corti bastoni tenuti insieme da una corda (stile giapponese, a sezione ottagonale) o una catena (stile cinese a sezione circolare). Diversamente da quanto si possa pensare, il Nunchaku, che è stato reso popolare dai film di Bruce Lee, non viene tenuto in costante movimento, ma viene più spesso utilizzato in diverse guardie o addirittura in una mano sola, come un piccolo bastone.

Fra le tecniche base vi sono rapidi colpi portati di rimbalzo e leve articolari al polso ed al braccio.

 

Tonfa: il Tonfa è sostanzialmente un manganello ad elle, paragonabile a quello in dotazione all'Arma dei Carabinieri.

Nel Kobudo viene utilizzato in singolo od in coppia, e molte tecniche sono simili a quelle dei Sai, in quanto vengono fatti ruotare per produrre un colpo contundente. La elle che forma l'impugnatura è molto utile per fare leve articolari e strangolamenti, così come per bloccare attacchi da altre armi. Infine possono essere utilizzati alla stregua di accette, in maniera del tutto simile a come vengono utilizzati i Kama. Il Tonfa si rivela una delle armi più versatili del Kobudo.

Kama: il Kama è una sorta di falcetto con lama a becco di corvo utilizzato prevalentemente in coppia. Le tecniche base prevedono blocchi e soprattutto tagli ai legamenti ed alle articolazioni, effettuati allo scopo di disarmare o rendere inerme il nemico.

 

Katana: la famosa sciabola dei samurai definita daito ("spada lunga"),

ad un solo taglio, efficacissima e dalla rapidità notevole.

Le tecniche di quest'arma sono poche, ma sono talmente perfette ed efficaci da meritarsi un'arte marziale a sé stante che le studia, il kendo (praticato con spade di bambù, le shinai). All'interno del Kobudo vengono studiate tecniche di estrazione, di taglio e di affondo, nonché leve articolari da effettuarsi con l'utilizzo della custodia e dello tsuba dell'arma.

 

Wakizashi: quest'arma è una versione corta della Katana, chiamata shoto ("spada corta"), che veniva normalmente portato assieme ad essa dai samurai, formando così il daisho. Le tecniche sono simili a quelle della sua controparte più grande ma più limitate, data la ridotta dimensione dell'arma, compensata tuttavia dalla rapidità sorprendente che rende il Wakizashi un'arma temibile per i combattimenti a corta distanza.

 

Naginata: quest'arma è sostanzialmente un Bo con montata una lama di Katana ad una delle estremità. Le tecniche di Naginata richiamano quelle del bastone lungo ma enfatizzano i colpi portati con la lama, a cui si applica il movimento di taglio tirando verso di sé l'arma nel momento in cui la lama impatta sul nemico, allo scopo di provocare profondi ed estesi tagli.

 


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