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Durante le nostre giornate ci troviamo ad avere a che fare
con diverse persone o situazioni che possono determinare in
maniera positiva o negativa il nostro stato d’animo al punto
tale da condizionare il nostro vivere e il vivere delle
persone con le quali abbiamo a che fare.
Immaginiamo una giornata del genere: usciamo di casa e
perdiamo l’ultimo autobus utile perché l’autista, pur
vedendoci correre per balzare “al volo” sul mezzo, chiude le
porte proprio quando credevamo di avercela fatta. Prendiamo
l’autobus successivo e una ragazza stupenda (o un ragazzo
stupendo) si mette a parlare con noi fino a dirci che le (o
gli) piacerebbe rivederci. Arriviamo tardi al lavoro e
scatta subito la veemente osservazione del nostro capo.
Usciamo per la pausa pranzo e incontriamo un carissimo
vecchio amico che non vedevamo da parecchio tempo, dandoci
appuntamento per una serata all’insegna dei bei ricordi.
Bene, abbiamo partecipato a quella che si può definire
“economia emozionale”.
Le emozioni negative (ad esempio il veemente rimprovero del
nostro antipatico capo per il ritardo) possono avere un
impatto neurologico tale da condizionarci la giornata e il
“riverbero emotivo” può restare nel nostro animo per diverse
ore. In questo lasso di tempo noi stessi, avviliti,
frustrati oppure arrabbiati, possiamo condizionare
negativamente la giornata delle persone che interagiscono
con noi. Invece, qualora il riverbero emotivo è dato dal
vecchio amico incontrato dopo molti anni, possiamo donare
indirettamente la nostra gioia alle persone con le quali
entriamo in contatto.
Se la nostra giornata già inizia male a causa di un problema
che ci portiamo appresso da un po’ di tempo, l’emozione
negativa può provocare una ferita maggiore. Un po’ come se
si “girasse il coltello nella piaga”.
L’economia emozionale non è altro che lo scambio di
sentimenti ed emozioni che avvengono tra le persone. Una
sorta di “Borsa valori” (proprio come quella dell’Indice MIB
di cui si parla tanto al telegiornale) che apre
e chiude con un saldo positivo o negativo.
La chiusura della nostra “borsa” delle emozioni, indica come
è stata la nostra giornata.
Tutti noi partecipiamo ad una economia interpersonale dove
avvengono delle transazioni (proprio come in Borsa, appunto)
fatte di emozioni e di sentimenti che ci scambiamo
reciprocamente. Un nostro gesto, come aggrottare la fronte,
può far sentire a disagio e, dunque, peggio, la persona che
è in contatto con noi. Mentre se qualcuno ci sorride può
farci stare meglio.
E’ importante notare che le scoperte della “neuroscienza
sociale”, una giovane disciplina che da poco è stata
riconosciuta dal mondo accademico, stanno portando alla
luce, tramite test effettuati per mezzo di moderni strumenti
come la risonanza magnetica funzionale, il fatto che le
emozioni sono “contagiose” come il raffreddore.
Un semplice sorriso verso una persona accigliata fa scattare
in quest’ultima i centri neurali deputati alla felicità,
nonostante il suo volto non dia alcun segno di tale
manifestazione. Le emozioni, quindi, sono come il
raffreddore: si trasmettono da un soggetto all’altro
facendolo stare, a livello inconscio, meglio o peggio.
Quanti di noi conoscono persone che hanno sempre l’aria
seria, triste o arrabbiata? Con queste persone, normalmente,
non ci piace avere a che fare, poiché ci sentiamo a nostra
volta a disagio, indisponenti o sospettosi.
E’ importante, invece, sapere che un sorriso, un complimento
o un gesto simpatico possono sempre attivare a livello
subliminale (interiore) reazioni positive in una persona del
genere sopra descritto e portarla pian piano sul nostro
livello, conquistandone la stima e la fiducia anche se il
suo volto e i suoi gesti non manifestano tali sentimenti. E
ancora: non vi è mai capitato di essere tristi, frustrati,
demoralizzati ecc… ed incontrare una persona che con una
battuta simpatica, un gesto carino e un volto sorridente vi
ha dato l’input per risollevarvi il morale? Ebbene, sulla
scorta di quanto appena detto, non vi è dubbio che il
“contagio” emozionale si può assolutamente paragonare ad un
banale raffreddore.
Dr. MASSIMO
BLANCO
Sociologo Clinico e Applicato
Spec. Educazione, Comportamento,
Scienze Criminologiche e della Sicurezza
massimo.blanco@blancoweb.it
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