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Il nostro
cervello è indubbiamente il più avanzato e sofisticato tra
quello di tutte le specie animali ed è frutto di una
evoluzione iniziata almeno 50.000 generazioni fa.
Nonostante l’evoluzione della razza umana, in esso si sono
mantenute quelle caratteristiche deputate alla
“sopravvivenza” che permettono di preservare il nostro
organismo in una situazione di pericolo o, in molti casi, di
complicarci la vita a causa di ansia, stress, fobie ecc…
Molte
delle nostre funzioni cerebrali, nello specifico quelle
deputate alla sopravvivenza, si adattano più ad un mondo
preistorico piuttosto che alla civiltà moderna. Ma
contribuiscono altresì a garantire la nostra incolumità come
vedremo in seguito.

I
processi di elaborazione degli stimoli esterni da parte del
cervello avvengono attraverso due “vie”: la “VIA ALTA”
afferente alla sede
LOGICA e
la “VIA BASSA” afferente alla sede EMOZIONALE.
La
VIA ALTA
è la sede del pensiero logico. Essa è razionale, lenta,
consapevole, richiede sforzo ed in gergo si definisce
“fredda”.
La
VIA BASSA
è la sede delle emozioni. Essa è assai veloce, irrazionale,
non richiede sforzi e si definisce in gergo “calda”.
Il
funzionamento della mente, da un punto di vista metaforico,
può essere paragonato a quello di un computer che, a seguito
di un impulso (input) proveniente dall’esterno, elabora e
restituisce una risposta (output).
La
maggior parte delle transazioni a livello mentale,
nell’uomo, avviene in “ingresso” per mezzo del senso della
vista
(nelle popolazioni occidentali la vista opera fino al 90%
nel processo di acquisizione della realtà). Usando come
esempio la “vista” quale senso di ingresso della percezione
della realtà, si può sintetizzare quanto segue:
1)
per mezzo della retina che recepisce gli impulsi
elettromagnetici (una immagine), l’occhio invia,
attraverso il
nervo ottico, un segnale al talamo (struttura del sistema
nervoso);
2)
una volta ricevuto il segnale, il talamo “traduce” lo stesso
nel “linguaggio” del cervello
e lo invia alla
corteccia visiva;
3)
la corteccia visiva “seleziona” il segnale e lo trasmette
alla sede più opportuna: quella logica
oppure quella emotiva. In pratica, la corteccia visiva assume il compito
di indirizzare nella sede
corretta il messaggio ricevuto;
4)
terminata la predetta operazione, il cervello inizia
effettivamente il suo processo di elaborazione
nella sede dove è stata inviata l’informazione (logica o emotiva) e
fornirà una risposta (output).


Nell’ambito dei processi mentali legati alla “VIA BASSA”,
cioè la
nostra parte emotiva, assume particolare significato
un
complesso centro neurale situato sul tronco cerebrale
chiamato
“amigdala” (il termine deriva dalla forma a
“mandorla”).
In
pratica, l’amigdala è il CENTRO DELLA SOPRAVVIVENZA
che ha
permesso all’uomo di non estinguersi.
Quando
subiamo una reazione rabbiosa da parte di un altro soggetto,
siamo vittime di uno spavento o colti dalla paura,
l’amigdala innesca un processo di ipervigilanza che ci
prepara alla lotta o alla fuga.
L’amigdala è una sorta di “sentinella di innesco”
deputata a fornire risposte immediate ancor prima che
il cervello inizi il suo processo di elaborazione dei dati
inviatigli dal talamo. L’amigdala è velocissima:
agisce anche in una frazione di secondo. Essa “legge”
altresì l’aspetto emotivo delle cose che percepiamo: il tono
di voce, un lampo di rabbia negli occhi ecc… Anche se chi ci
sta di fronte cerca di non manifestarci il suo stato
emotivo, a livello inconscio la nostra amigdala riesce a
percepirlo ugualmente.

In
relazione alla “memoria”, il nostro cervello
immagazzina le informazioni nell’ippocampo, che è la
sede della cosiddetta “memoria a lungo termine” cioè
quella che ci fa ricordare gli eventi del nostro vissuto.
L’ippocampo è una sorta di “registratore di fatti”, nel
senso che possiamo attingere da esso gli eventi “nudi e
crudi”.
Mentre
nell’amigdala, secondo recenti scoperte, vengono
immagazzinati quelli che possiamo definire i “sapori
emozionali”. Per semplificare, se l’ippocampo ci fa
ricordare chi è nostra moglie, l’amigdala ci permette di
sapere se ne siamo ancora innamorati.
Dr. MASSIMO
BLANCO
Sociologo Clinico e Applicato
Educazione, Comportamento e Sviluppo umano
Spec.
Scienze Criminologiche e della Sicurezza
massimo.blanco@blancoweb.it
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