COMITATO SCIENTIFICO F.E.K.D.A. - Sociologia: educazione, sviluppo, comportamento, prevenzione e sicurezza

Responsabile: Dr. Massimo Blanco - Sociologo clinico e Criminologo


Lo Stalking: cosa è, come riconoscerlo e difendersi a cura del Dr. MASSIMO BLANCO

Lo “Stalking” (dal verbo anglosassone “to stalk” che richiama il significato di “seguire e controllare la preda”) è un insieme di atti ripetuti nel tempo che hanno connotati di sorveglianza, controllo, ricerca di contatto e comunicazione verso un soggetto che palesemente li rifiuta.

 

Le statistiche rivelano che in Italia il 20% della popolazione, almeno una volta nella vita, è stata bersaglio di atti di stalking in maniera più o meno accentuata e che una vittima su cinque appartiene al sesso maschile, contrariamente a quanto si potrebbe pensare.

 

Ciò premesso, va detto che le donne sono le vittime privilegiate di tale fenomeno al quale finalmente è stata istituzionalmente data l’importanza che merita.

 

 

Lo “stalker” può essere un ex partner, un conoscente, un soggetto conosciuto casualmente o un perfetto estraneo. Non esiste una regola generale per individuare uno stalker, anche se nella maggior parte dei casi essi sono ex partner che agiscono per recuperare un rapporto concluso o che vogliono vendicarsi. Anche nell’ambito di una coppia ancora unita, quando uno dei due pone in essere un eccessivo e morboso controllo nei confronti dell’altro/a, si può ritenere che vi sia in corso una condotta di stalking.

 

Alcuni stalker prendono di mira conoscenti (amici, colleghi di lavoro, vicini di casa ecc...) o soggetti sconosciuti, al fine di stabilire con loro una relazione sentimentale oppure per vendicarsi di un torto subìto reale o presunto.

Molti stalker sono individui che hanno gravi difficoltà di relazione mentre altri possono soffrire di disturbi psichici che li inducono a credere nella effettiva esistenza di una relazione sentimentale che in effetti non c’è o alla concreta possibilità di stabilirne una.

 

Le condotte più pericolose si manifestano quando lo stalker attua una fase di preparazione finalizzata all’aggressione fisica a scopo sessuale, così strategicamente calcolata che la vittima predestinata non ha la minima idea di ciò che sta accadendo.

 

L’esistenza delle vittime di stalking può essere seriamente compromessa: ansia, depressione, sindromi da stress post-traumatico, così come la paura di uscire di casa e condurre una vita normale, spesso sono il risultato della persecuzione subìta che in alcuni casi costringe a dover prendere drastiche decisioni come il cambiare lavoro, abitazione o, addirittura, città.

 

Nonostante la recente approvazione della legge anti-stalking (pene da 6 mesi a 4 anni di reclusione), il fenomeno non va sottovalutato, in quanto il quadro psicologico e sociale denuncia che gli stalker, al pari di pedofili e altri deviati, hanno una altissima percentuale di recidività e potrebbero, una volta tornati in libertà, continuare nella loro opera. Invero, non sono state ancora previste misure tali da garantirne il reinserimento sociale attraverso percorsi obbligatori di recupero post-detenzione. Circostanza che lascia perplessi, in considerazione del fatto che lo stalker è spesso un individuo affetto da anomalie caratteriali, dipendenza, tratti narcisistici o paranoici associati talvolta all’assunzione abituale di sostanze psicoattive come alcol e stupefacenti.

 

Soluzioni semplici e pratiche per chi è vittima di stalking non esistono. Ciononostante,  fortunatamente, la maggior parte degli stalker possono essere contrastati attuando idonei comportamenti e mutando il proprio stile di vita nell’attesa che la morbosità del persecutore inizi a perdere di consistenza.

Ad esempio si può spiegare in modo serio e deciso di non aver voglia di altri contatti. Qualunque successivo contatto, anche se dissuasivo, potrebbe far ancora sperare lo stalker che la perseveranza un giorno sarà ricompensata. Ogni risposta al telefono (anche via sms), mail, lettere ecc… e altre forme di reazione “ricompensano” gli sforzi dello stalker.

 

E’ bene poi informare parenti e amici della situazione in modo che sappiano rendersi disponibili in caso di bisogno. Qualora lo stalker continuasse nel suo intento o divenisse più insistente, è consigliabile ricorrere all’aiuto delle Autorità di pubblica sicurezza ed eventualmente sporgere una denuncia-querela nei suoi confronti.

 

 

Dr. MASSIMO BLANCO

Sociologo Clinico e Applicato

Spec. Educazione, Comportamento,

Scienze Criminologiche e della Sicurezza

 

massimo.blanco@blancoweb.it

 

 

Visite:

Hit Counter

 


F.E.K.D.A. Federazione Europea Karate Discipline Associate - C.F. 11743890151 - Tutti i Diritti Riservati | Credits